La Tavola dei Morti 2026 a Spoltore: torna la processione dei Frati Morti


La Tavola dei Morti 2026 a Spoltore: torna la processione dei Frati Morti

LA TAVOLA DEI MORTI – LA PROCESSIONE DEI FRATI MORTI XII EDIZIONE


Domenica 1 novembre 2026
ore 18.00

Parcheggio Motorizzazione – Case Troiano, via Francia di Spoltore (Pescara)


Partecipazione gratuita – Info e prenotazioni: 331/6796820


A Spoltore tornano i frati morti: tra processioni misteriose, antiche leggende e tavole imbandite per le anime dei defunti

Di Luciano Troiano

Un viaggio a lume di candela tra riti medievali, apparizioni, cavalieri, antiche sepolture e tradizioni popolari abruzzesi e napoletane. Nel Borgo Case Troiano rivive una delle più suggestive celebrazioni: una notte dell'anno in cui, secondo un'antica credenza popolare, il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti diventa così sottile da consentire alle anime dei defunti di tornare nelle case che hanno abitato, sedersi alle tavole delle loro famiglie e ritrovare, almeno per qualche ora, gli affetti e i sapori della vita terrena. Una notte in cui le porte si socchiudono sull'invisibile, le candele illuminano il cammino e il silenzio può essere interrotto dal passaggio di una misteriosa processione di frati incappucciati.

È da questo intreccio di fede, memoria, superstizione e tradizioni popolari che prende vita "La Tavola dei Morti – La Processione dei Frati Morti", la manifestazione che domenica 1 novembre 2026 tornerà ad animare il Borgo Case Troiano, a Spoltore, per la sua dodicesima edizione. Un appuntamento ormai consolidato nel panorama culturale abruzzese, capace di riportare alla luce un patrimonio di riti e credenze che per secoli ha accompagnato la vita delle comunità dell'Italia centromeridionale, dall'Abruzzo alla Campania, e che oggi rischia di sopravvivere soltanto nei racconti degli anziani.

La manifestazione, unica nel suo genere in Abruzzo per la particolare ricostruzione delle antiche ritualità, si svolgerà con l'alto patrocinio della Giunta regionale dell'Abruzzo, della Presidenza del Consiglio regionale, di Abruzzo Turismo e del Comune di Spoltore.

Il viaggio comincerà alle 18.00, nel parcheggio della Motorizzazione, dove ai partecipanti saranno distribuite le candele destinate a illuminare l'intero percorso. Sarà proprio quella luce tremolante, simbolo della memoria e del legame tra i due mondi, ad accompagnare il pubblico in un itinerario sospeso tra storia, leggenda e suggestione.

A introdurre la manifestazione sarà il sociologo David Ferrante, studioso delle tradizioni abruzzesi, affiancato dal professor Marco Presutti, esperto di storia greca e latina, che illustrerà le origini e i significati delle ritualità dedicate ai defunti, attraverso un racconto che attraversa il mondo antico, il Medioevo e la religiosità popolare.

La prima tappa sarà dedicata alla storia del Pozzo dei Guerrieri, oggi nascosto sotto un terrapieno-rotatoria, dove, secondo la memoria storica locale, si abbeveravano i soldati della guarnigione spagnola durante il Vicereame di Napoli. Da qui prenderà avvio la camminata verso il Borgo Case Troiano, lungo una stradina segnata da piccoli lumini. Il percorso sarà scandito da soste e racconti dedicati a personaggi, vicende e misteri che appartengono alla memoria del luogo.

E proprio lungo il cammino prenderà forma uno dei momenti più spettacolari della serata: la leggenda medievale dei "Tre vivi e tre morti" e la Danza Macabra, antiche rappresentazioni che ricordano agli uomini come davanti alla morte scompaiano ricchezze, privilegi e differenze sociali. A dare vita alla rievocazione saranno cavalieri in abiti storici del Duecento, protagonisti di un suggestivo combattimento tra gli equites e la Morte, messo in scena dalla Compagnia Gualdana dell'Orso, specializzata nelle ricostruzioni medievali.

Ma il luogo custodisce anche misteri che emergono direttamente dalla terra. Durante la messa a dimora di vigneti e oliveti, infatti, sono stati rinvenuti resti ossei che hanno alimentato l'ipotesi della presenza di un'antica area cimiteriale, forse risalente addirittura all'epoca romana. Nell'uliveto sarà possibile osservare il luogo del rinvenimento di un'antica sepoltura, mentre i racconti condurranno i visitatori nel mondo degli spiriti della tradizione popolare. Tra questi non poteva mancare "Lu Mazzamurille", il dispettoso spiritello dal berretto rosso che, secondo le credenze abruzzesi, si diverte a turbare la tranquillità dei vivi, nascondendo oggetti, provocando rumori e combinando scherzi. Una figura che richiama l'antico universo delle creature dei boschi, dei fauni e delle divinità italiche legate alla natura e alle querce.

Poi, quando il buio avrà avvolto il borgo e il suono delle Zampogne d'Abruzzo accompagnerà il cammino, arriverà il momento più atteso e inquietante: la Processione dei Frati Morti. Avanzeranno lentamente, in assoluto silenzio, con il volto nascosto dal cappuccio e i ceri accesi tra le mani. Seguiranno i partecipanti lungo il percorso, proprio come racconta una leggenda che affonda le proprie radici nel Medioevo. Ma attenzione: nessuno dovrà guardarli negli occhi. La tradizione ammonisce che incrociare lo sguardo di uno di quei misteriosi religiosi significa rischiare di perdere la propria anima. È una delle credenze più suggestive del patrimonio popolare meridionale, legata alle processioni notturne dei defunti e alle apparizioni che, secondo gli antichi racconti, potevano manifestarsi soprattutto nelle notti dedicate alla loro commemorazione.

E mentre i frati attraverseranno il borgo, anche le abitazioni racconteranno una storia. Davanti alle porte compariranno sacchetti di grano, scope rovesciate e altri simboli rituali, ciascuno con un significato preciso, che sarà illustrato ai visitatori. All'interno delle case, invece, si rinnoverà il rito che dà il nome alla manifestazione: la Tavola dei Morti. Le cucine saranno appareccchiate come per un pranzo di famiglia. Sulle tavole troveranno posto prosciutto e formaggio, pasta al sugo, pollo con le patate, pane, acqua, vino, caffè, biscotti, dolci e frutta. Nulla mancherà, perché nulla deve mancare agli ospiti più attesi.

Eppure nessuno dei vivi potrà toccare quel cibo. La tavola, infatti, non è preparata per loro, ma per le anime dei familiari defunti che, secondo la tradizione, nella notte tornano a visitare la propria casa, ritrovando i piatti che hanno amato in vita. È un gesto di accoglienza e di amore che attraversa i secoli, una maniera per continuare a riconoscere ai morti un posto nella famiglia. Anche gli oggetti domestici seguiranno regole tramandate da generazioni: braci spente e coperte, conche senz'acqua, tegami chiusi, affinché nulla possa disturbare o ferire le anime durante il loro passaggio. Sono usanze che richiamano antichi rituali funerari, dal refrigerium del mondo romano alle successive forme di pietà popolare, fino al "consolo", il pasto offerto alla famiglia colpita da un lutto, ancora oggi presente nella memoria delle comunità meridionali. E il giorno seguente, secondo l'antica consuetudine, il cibo destinato ai defunti sarà donato ai poveri, trasformando il ricordo in un gesto concreto di solidarietà.

Nel corso della serata sarà possibile visitare anche l'altare delle Anime Pezzentelle, espressione di una devozione particolarmente radicata nella cultura napoletana e meridionale. Sono le anime del Purgatorio, quelle che attendono una preghiera, una grazia, un gesto di pietà capace di alleviarne il cammino. Un culto nel quale il rapporto tra vivi e morti diventa quasi familiare, fatto di richieste, promesse, protezione e riconoscenza.

Non mancherà l'incontro con il Pulcinella abruzzese, figura simbolica che, con il suo berretto frigio e il bastone tirso, richiama antichi significati rituali e il legame tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Un personaggio che testimonia quanto profondi siano gli intrecci culturali tra Abruzzo e Napoli, territori che per secoli hanno condiviso storia, dominazioni, credenze e tradizioni.

Il viaggio si concluderà con un altro momento particolarmente significativo: la degustazione gratuita dei cibi rituali della commemorazione dei defunti. Ai partecipanti sarà offerto il tradizionale "grano dei morti", preparato con grano bollito, noci, melograno, mosto cotto e vino rosso. Un alimento ricco di simboli, nel quale il chicco di grano richiama il ciclo della vita, della morte e della rinascita, mentre il melograno rimanda a una simbologia antichissima, legata anche al mito di Persefone e al mondo sotterraneo.

Accanto al grano sarà protagonista il celebre "torrone dei morti", una specialità della tradizione dolciaria napoletana, realizzata per l'occasione dal maestro pasticcere Federico Anzellotti, campione del mondo di pasticceria, che ha rappresentato l'Italia all'Expo di Dubai e alla fiera mondiale di Osaka.

Durante la distribuzione saranno illustrate le caratteristiche dei cibi e, soprattutto, i significati simbolici, essoterici ed esoterici che la tradizione attribuisce loro.

Sarà l'occasione per riscoprire un patrimonio di gesti, sapori e credenze ancora largamente diffuso nel Mezzogiorno fino alla metà del Novecento e progressivamente scomparso con il mutare della società e delle abitudini familiari.

Perché La Tavola dei Morti non è soltanto una rievocazione storica o una passeggiata tra leggende e apparizioni. È soprattutto il racconto di un modo antico di vivere la memoria, quando ricordare i propri defunti significava continuare a considerarli parte della casa, della famiglia e della comunità.

E quando le ultime candele si saranno spente e i frati incappucciati saranno tornati nell'oscurità, non resterà che seguire l'ultimo consiglio degli anziani

Tutti a casa prima della mezzanotte e tre mandate alla porta. 

Perché, si sa, nella notte dei morti è sempre meglio non lasciare entrare pantefiche e mazzamurille.

LA TAVOLA DEI MORTI – LA PROCESSIONE DEI FRATI MORTI
XII edizione – Domenica 1° novembre 2026, ore 18.00 
Parcheggio Motorizzazione – Borgo Case Troiano 
Via Francia di Spoltore (Pescara) 


Manifestazione organizzata da Fontevecchia in collaborazione con Asi Nazionale , Abruzzo Magico e Zampogne d'Abruzzo


partecipazione gratuita – Info e prenotazioni: 331/6796820 


Foto Crediti: 
Archivio Fontevecchia 
Lidea di Patricia Fogaraccio 
Mattia Cervoni Abruzzo Magico 
Marco Presutti 
Pastry Chef


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Il comitato per la costituzione dell’Associazione Fontevecchia si forma nel 2010 ed è parte attiva della società civile con interventi relativi all’ambiente, mobilità, saperi e integrazione. Lo scopo dell’associazione, oltre la tutela delle tradizioni, del territorio e la riqualificazione estetica del borgo nato nel 1600, si articola su un ampio raggio di interventi.