L’olio d’oliva



L’Associazione Fontevecchia cura anche il recupero degli oliveti storici della zona. Si tratta di impianti a sesto tradizionale romboidale 6x6 ovvero filari che distano tra di loro sei metri così come le piante. 

È un antico metodo di impianto che permetteva la lavorazione del terreno e la loro coltivazione a foraggio, grano, mais e legumi garantendo il giusto apporto di luce solare e di acqua piovana. 

Gli oliveti sono stati abbandonati nel corso degli ultimi trenta anni e se l’associazione non fosse intervenuta le piante, che hanno circa 400 anni l’una, sarebbero state irrimediabilmente perse. 

È stato attuato un primo intervento di potatura con sfoltimento e spalcatura delle chiome per ridurne l’altezza, l’eliminazione dei polloni che si erano sviluppati dal tronco e, ove necessario, la slupatura. 

Il terreno è stato arato in profondità, per arieggiarlo, facendo attenzione a non danneggiare le radici degli olivi; con ulteriore lavorazione il suolo è stato preparato per la semina della sulla, che viene tritata e lasciata in loco come concime naturale, per favorire la ripresa delle piante. 

Dopo circa dieci anni, gli uliveti hanno ripreso forza e vigore e sono già stati effettuati cinque raccolti di ottimo olio extravergine d’oliva che, ogni anno, viene fatto degustare alla presenza dei più importanti panel mondiali di Evo.


Per le info: info@fontevecchia.org












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