La tavola dei morti

  • 16/09/2021
  • 216

Un lungo cammino illuminato solo dalle candele che, tra racconti, narrazioni e simboli, accompagnerà il pubblico nella visita della ‘Tavola dei Morti’, ovvero nella riscoperta dell’antica tradizione abruzzese di lasciare ‘apparecchiata’ la tavola di casa nella notte tra il primo e il 2 novembre con le migliori pietanze contadine, dalla pasta all’uovo rigorosamente fatta a mano al pollo al forno con le patate, sino al vino e al dolce, per accogliere e rendere più sereno il passaggio delle anime dei propri defunti che in quella notte, si narra, tornano a trovare i propri cari e i propri affetti.

31 Ottobre ore 17.00
Sala consiliare Comune di Spoltore convegno con Maurizio Ponticello

1 Novembre ore 19.00
Rievocazione de La Tavola dei morti a Borgo Case Troiano


Un lungo cammino illuminato solo dalle candele che, tra racconti, narrazioni e simboli, accompagnerà il pubblico nella visita della ‘Tavola dei Morti’, ovvero nella riscoperta dell’antica tradizione abruzzese di lasciare ‘apparecchiata’ la tavola di casa nella notte tra il primo e il 2 novembre con le migliori pietanze contadine, dalla pasta all’uovo rigorosamente fatta a mano al pollo al forno con le patate, sino al vino e al dolce, per accogliere e rendere più sereno il passaggio delle anime dei propri defunti che in quella notte, si narra, tornano a trovare i propri cari e i propri affetti.

Torna domani, martedì primo novembre, come da tradizione, l’evento de ‘La Tavola dei Morti’, organizzato dall’Associazione ‘Fontevecchia’ e che si svolgerà presso il Borgo di Case Troiano. “Diciamo subito – ha precisato Luciano Troiano, Presidente dell’Associazione ‘Fontevecchia’ - che nella nostra manifestazione non c’è nulla di esoterico e soprattutto non ha nulla a che vedere con i festeggiamenti di Halloween che, peraltro, non appartengono alla nostra storia, né alla nostra cultura, ma, anzi, sono andati a soppiantare la nostra tradizione che invece voleva si dedicasse la notte a cavallo tra l’1 e il 2 novembre, ossia tra Ognissanti e la celebrazione dei defunti, proprio alla commemorazione e alla preghiera per le anime dei nostri cari che non sono più al nostro fianco.

Con la ‘Tavola dei Morti’ vogliamo raccontare ai più giovani e riportare alla luce una tradizione importante per la nostra storia, appunto il dovere di onorare nella maniera più giusta, rispettosa e opportuna quelle persone che hanno fatto parte della nostra vita e che in quella notte, vuole la narrazione, tornano nelle loro case per un breve attimo”. L’evento, completamente gratuito, prenderà il via alle 17.30 del 31 ottobre con un convegno sulla storia del culto dei morti che si terrà nell'aula consiliare del Comune di Spoltore (Pe) con il ricercatore, storico e saggista Maurizio Ponticello, autore di numerosi volumi sul tema.

Il primo novembre alle 19 in punto dinanzi alla sede della Motorizzazione civile, con il ‘Racconto dei Luoghi’, partendo dal Pozzo dei Guerrieri, ovvero quel pozzo che, secondo il racconto degli anziani del posto, si troverebbe proprio in quello che oggi è un terrapieno e che veniva utilizzato per il ristoro dei cavalli dell’Esercito Spagnolo e dei briganti, a ridosso della ‘rampa’ di accesso verso Pescara, da cui, appunto, la denominazione ‘Villa Raspa’.

Quindi con la sola luce delle candele ci si incamminerà verso il Borgo Case Troiano, seguendo un percorso delimitato dai lumini, e con alcune pause, ciascuna delle quali sarà caratterizzata da un racconto su vicende e personaggi che hanno caratterizzato il Borgo stesso. Lungo la stradina del borgo, alla ‘vutate de lo lope’, si incrocerà la Processione dei Frati Morti che accompagnerà i presenti sino all’Orto dove ci saranno ‘Lu’ Mazzamurille’, spiritello dispettoso abituato a prendersi gioco dei vivi, e la ‘tomba del Cavaliere’. Ad accogliere i partecipanti alla serata, all’ingresso del Borgo Case Troiano, sarà l’Altare allestito per il Suffragio delle anime Pezzantelle, di cui si narrerà provenienza e culto, risalendo alle divinità di Ecate e Persefone.

E ancora durante il percorso si conosceranno le storie dei personaggi che hanno animato la vita del Borgo, come ‘Zi’ Pippine’ e ‘Za’ Retine’ fino alla visita delle abitazioni con le tavole imbandite per la cena accompagnati dal ‘Cantore di Ognissanti’. All’esterno di ogni abitazione ci saranno dei simboli, come il sacchetto di grano, la scopa rovesciata, la bacinella, il bastone, e, ogni volta, si scopriranno le ragioni di quelle presenze che affondano le radici nella tradizione abruzzese.

Ovviamente anche le tavole saranno imbandite secondo gli usi del posto, con prosciutto e formaggio, maccaroni al sugo, pollo e patate, acqua, vino, pane, caffè, biscotti, dolci e frutta. Ma la particolarità è che quel cibo comunque non potrà essere consumato, perché la ‘tavola imbandita’ deve accogliere le anime che passeranno la notte da quella cucina e che potranno ritrovare, come tramanda la narrazione, i piatti tanto amati in vita. E infatti la tradizione vuole che, nei tempi antichi, le famiglie consumavano quei cibi solo il giorno seguente o, addirittura, destinavano gli alimenti ai poveri.

Durante la serata sarà possibile rendere omaggio alla Chiesa della Santissima Trinità, situata nel borgo, e che sarà regolarmente aperta: l’ingresso sarà caratterizzato dalla presenza di un ‘Pulcinella abruzzese’, quale trait d’union tra il mondo dei vivi e quello dei morti, e, secondo le antiche credenze, il primo che entrerà libererà un’anima del Purgatorio. Al termine dell’evento, a tutti i partecipanti sarà offerto il ‘cibo rituale’, anch’esso rigorosamente rispettoso della tradizione, ovvero sarà costituito da ‘il grano dei morti’, ossia grano bollito con noci, melograno e mosto cotto, fave lesse, ceci abbruscati, chicocce e patane e vino rosso, un’occasione per riscoprire una tradizione diffusa in tutto il meridione sino agli anni ’50 e che purtroppo si è andata perdendo.

Informazioni e prenotazioni al 331/6796820





Chi siamo

Il comitato per la costituzione dell’Associazione Fontevecchia si forma nel 2010 ed è parte attiva della società civile con interventi relativi all’ambiente, mobilità, saperi e integrazione. Lo scopo dell’associazione, oltre la tutela delle tradizioni, del territorio e la riqualificazione estetica del borgo nato nel 1600, si articola su un ampio raggio di interventi.